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Il Postmoderno
Subito prima del dopo bomba.
02/01/2009, 18:09


postmodernità
La distinzione tra diversi livelli di significato è la chiave di volta del senso della vita.
22/10/2008, 17:15


postumano
Del postumano in era postmoderna conosceremo le avvisaglie.
Il suo inevitabile trionfo segnerà l'inizio di ciò che verrà dopo.
Ammesso che ci sia un dopo.
postato da: EcceGallo alle ore 17:15 | link | commenti (8)
010010011: economia, cyberpunk, postmodernità, postumano, speculativo
21/10/2008, 00:27
gifcorr

L'analisi dell'oggi non si effettua più sul merito delle questioni, ma sulle correnti che ne dibattono.
 
postato da: EcceGallo alle ore 00:27 | link | commenti (3)
010010011: postmodernità, prospettivismo, anthony giddens
18/09/2008, 20:51
Niente



L'aborto è il frutto acre e goloso della postmodernità.





14/09/2008, 20:40
Cybersistina
La connessione tra umano e post umano passa
 necessariamente per l'intelligenza artificiale.
Solo un'intelligenza costitutivamente diversa ci consentirà
di uscire da noi e rinnovarci per superare la postmodernità.
postato da: EcceGallo alle ore 20:40 | link | commenti (4)
010010011: cyberpunk, postmodernità, postumano
12/09/2008, 10:45

Della postmodernità non è tanto l'esistenza di più punti di vista a sorprenderci.


pov_axes
E' l'accorgersene per la prima volta in millenni.
postato da: EcceGallo alle ore 10:45 | link | commenti (2)
010010011: postmodernità, prospettivismo
11/09/2008, 21:08

Nella postmodernità la stupidità
non è nemmeno una malattia sociale.

StupidTankBlack_2_o
E' una moda.
postato da: EcceGallo alle ore 21:08 | link | commenti (3)
010010011: postmodernità, speculativo, fenomeno del pieno
11/09/2008, 19:37

arciprete



Esorcisti in ogni diocesi?






Esorcisti in ogni diocesi 2
prete copy 2




Postmodernità!
                







  
postato da: EcceGallo alle ore 19:37 | link | commenti
010010011: religione, postmodernità
10/09/2008, 23:34
L
postato da: EcceGallo alle ore 23:34 | link | commenti
010010011: economia, postmodernità
10/09/2008, 23:32
L
postato da: EcceGallo alle ore 23:32 | link | commenti (1)
010010011: postmodernità, speculativo
mosse recenti
Narrazioni I
Il consenso è un valore desueto e sospetto.
Lo stesso non si può dire per la giustizia.
Occorre dunque pervenire ad una pratica della giustizia non legata al consenso.

La condizione postmoderna - Jean Francois Lyotard
Narrazioni II
Tale capacità egli la sentiva in se stesso. Possedeva il talento di non mostrarsi mai superiore nelle cose singole e dimostrabili, e di venir sempre a galla in ogni situazione, grazie a un equilibrio fluido e ad ogni istante automaticamente rinnovato[...] Lo chiamava "il mistero dell'insieme.
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S'avvedeva di vivere in una grande epoca perchè essa pullulava di grandi idee; ma non si può credere quanto è difficile tradurne in realtà la più grande e più importante. Ogni volta che Diotima s'era quasi decisa a una scelta, doveva riconoscere che anche l'idea opposta era grande. E' così, e lei non poteva farci nulla. Gli ideali hanno strane proprietà, e fra le altre anche quella di trasformarsi nel loro contrario quando si vuol seguirli scrupolosamente. [...] Diotima non avrebbe mai potuto figurarsi una vita senza verità eterne, ma ora s'accorgeva con stupore che ogni verità eterna è doppia o tripla.
______________________________

-Caro dottore -egli dichiarò,- nella storia dell'umanità non vi sono regressi volontari.-


L'uomo senza qualità - Robert Musil
Narrazioni III
L'uomo folle.

Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: «Cerco Dio! Cerco Dio!». E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa.
«E' forse perduto?» disse uno.
«Si è perduto come un bambino?» fece un altro.
«Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? E' emigrato?» - gridavano e ridevano in una gran confusione.

Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: «Dove se n'è andato Dio? - gridò - ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini!
Ma come abbiamo fatto questo?
Come potremmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia?
Chi ci dette la spugna per strusciare via l'intero orizzonte?
Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole?
Dov'è che si muove ora?
Dov'è che ci muoviamo noi?
Via da tutti i soli?
Non è il nostro un eterno precipitare?
E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati?
Esiste ancora un alto e un basso?
Non stiamo forse vagando attraverso un infinito nulla?
Non alita su di noi lo spazio vuoto?
Non si è fatto più freddo?
Non seguita a venire notte, sempre più notte?
Non dobbiamo accendere lanterne la mattina?
Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla?
Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione?
Anche gli dèi si decompongono?
Dio è morto! Dio resta morto! E noi l'abbiamo ucciso!
Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini?
Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue?
Con quale acqua potremo noi lavarci?
Quali riti espiatori, quali giochi sacri dovremo noi inventare?
Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione?
Non dobbiamo noi stessi diventare deì, per apparire almeno degni di essa?
Non ci fu mai un'azione più grande - tutti coloro che verrano dopo di noi apparterrano, in virtù di questa azione, a una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!»
A questo punto il folle tacque e riprese a osservare i suoi ascoltatori: anch'essi tacevano, guardandolo estraniati. Infine egli gettò per terra la sua lampada, che andò in mille pezzi e si spense.


La Gaia Scienza - LIBRO TERZO 125. - Friederich Nietzsche
Narrazioni IV
Stiurumenico mi ha scritto:
Sul postmoderno, o su una chimera artefatta
Salve. Non riesco a muovermi nel tuo blog, e non mi si chiarisce se a te sta sul cazzo o non sta sul cazzo il postmodernismo. A me sta sul cazzo. Ma - e questo lo lascio sempre in cantina perchè è un nodo troppo ingarbugliato - ciò che io intendo per postmoderno è un qualcosa di molto poco chiaro e distinto. Ciò nondimeno utilizzo questo termine, e di volta in volta ho davanti a me qualcosa da attaccare. Questo qualcoa è, molto spesso, un tipo antropologico: un relativista. Per carità, intendo "relativista" nel senso del relativismo gnoseologico. Ma, a dir il vero, a vlote anche nel senso di relativismo morale. In quanto ritengo che questo relativismo non sia autentico, bensì serva unicamente come meccanismo di difesa. E cioè, questo ideale tipo postmodernista non può esser soggetto a confutazione alcuna; perchè, quando cade in errore si appresta repentino a porsi su un altro piano logico - laddove non esiste errore, per esempio. Quindi, diciamo che il postmodernista lo assimilo molto ad un sofista, ad un retore del tipo eristico, ad un letterato. Oddio, ciò non esclude affatto la possibilità che io sia un tale tipo: mi rendo benissimamente conto dell'aporeticità di ciò che scrivo a volte: appunto perchè questo è il luogo dove posso permettermi di manifestare il mio "teatrino della lotta tra l'apollineo e il dionisiaco di cui consisto": Oscillo tra la poetica e la ragione sfrenata del tipo illuministico, o addirittura del tipo della filosofia analitica. Ora, se tale oscillazione abbia il carattere di quella di un pendolo (in tal caso la mia disposizione antropologica si fermerà nel mezzo), o di una bottiglia in bilico (in tal caso o cadrò e mi romperò - il che può essere un bene, visto che questa è solo una metafora - o mi assesterò sul piano)io non lo sò. Inoltre, come già ho scritto in un mio post, questa mia avversione potrebbe essere un mero sostituto della Mia gelosia verso i "postmodernisti dell'etica della salute mentale", i quali con disinvoltura ferina mentono a loro stessi e per ciò sono felici. Cioè potrebbe essere che io "sono moderno solo perchè non riesco ad essere postmoderno (ciò, nonostante lo desideri molto)". Detto questo, converrebbe magari che io abbandoni tale termine di "postmoderno" e ne cerchi un'altro più calzante ai miei spasmi intellettuali; non è escluso che io lo faccia in futuro ma, di certo, sarà in altra sede: lontano dal teatrino.


Con risonanza emotiva Angelo



Ecce Gallo
Non mi sta sul cazzo la postmodernità, sicuramente non mi piace, direi che mi spaventa. Ma, e qui sta il punto, questo è irrilevante. La postmodernità è il momento storico in cui viviamo, che ci piaccia o meno siamo postmoderni in quanto ci viviamo dentro. Vuoi conservare una mentalità differente? Liberissimo e legittimatissimo nel provarci, ma come vedi non è facile, non stai forse scrivendo attraverso un blog, che altro non è che l'espressione di una rete che permette la diffusione infinita di infiniti pensieri, avendo come conseguenza quella di appiattirli tutti? Un esempio perfetto di postmodernità. Tornando al punto, essendo il momento ad essere postmoderno, io sono interessato a comprendere più a fondo cosa questo significhi e cosa comporti. Cerco con ogni post di affrontarne un aspetto differente per sviscerarlo. (Non) accidentalmente di trovare eventuali "soluzioni". Nuovi modelli concettuali per affrontare una società relativistica nel modo più radicale e assoluto, e di conseguenza modelli che in qualche modo vadano a confrontarsi con il relativismo e con la perdita di significato delle meta-narrazioni. Anche se dicessi che non mi piace, questo non cambierebbe nulla. Ma soprattutto, avrebbe forse potuto rispondere un uomo del medioevo ad una domanda del genere? No, per la mancanza di una codifica strutturata delle ere passate, che oggi invece abbiamo, e che ci influenza al punto da portarci a nominare l'era in cui viviamo, prima di averla potuta valutare completamente, ovvero prima che sia terminata. Potremmo anche chiederci se la postmodernità sia una distorsione prospettica prodotta dalla codifica del passato e dalla diffusione della scolarizzazione, una chimera, e nient'altro.